Tecniche non chirurgiche

Nuove tecniche per il trattamento del Morbo di Dupuytren

Negli ultimi 30 anni molti sviluppi sono stati fatti nell’analisi dei meccanismi molecolari e nella fisiopatologia responsabile della trasformazione dell’aponeurosi palmare in noduli e cordoni fibrotici. Questa conoscenza offre la possibilità di sviluppare nuovi protocolli terapeutici per il trattamento efficace della patologia.

Revisione delle tecniche non chirurgiche

La maggior parte di queste metodiche dà risultati pari o inferiori all’intervento in termini di tasso di recidiva e risoluzione della contrattura; alcuni Autori le descrivono come trattamenti adiuvanti l’intervento chirurgico più che come sostituzione ad esso.

Tra questi trattamenti sono descritti:

  • La terapia preventiva mediante tutori, di cui non è riportata una reale evidenza scientifica relativa alla sua efficacia
  • La terapia radiante, che non ha mai mostrato risultati significativi nel ridurre o ritardare la progressione della patologia
  • La somministrazione di vitamina E, ormai abbandonata.

Tra i diversi farmaci utilizzati ve ne sono alcuni indicati per gli stadi precoci della patologia quali bloccanti del canale del calcio, immunosoppressori, prostaglandina E, interferone e corticosteroidi.

La collagenasi

La fasciotomia enzimatica: collagenasi di Clostridium Histolyticum (XIAPEX®)

Attualmente viene utilizzata una sostanza chiamata collagenasi per il trattamento della Malattia di Dupuytren che è in grado , con delle microiniezioni localizzate a livello del cordone, di scioglierlo permettendo la completa estensione delle dita. Il vantaggio è certamente un’invasività minore rispetto all’intervento chirurgico . Le reazioni avverse presentate dai pazienti sono: edema periferico, contusione , dolore al sito di iniezione, emorragia al sito di iniezione e dolorabilità. Meno comuni sono invece linfadenopatia e lacerazioni cutanee.

La collagenasi di Clostridium Hystoliticum è un farmaco che se iniettato nella corda di Dupuytren è in grado di provocarne la lisi enzimatica e quindi la rottura della corda stessa con successiva estensione delle dita interessate dalla contrattura.Il trattamento si svolge in due giornate consecutive.

Il primo giorno si procede alla infiltrazione del farmaco. La mano viene bendata e si consiglia per le 24 ore successive l'iniezione di evitare sforzi importanti. Il giorno successivo in anestesia locale e sedazione, previo ingresso in sala operatoria si procede alla rottura manuale del cordone tramite trazione delle dita. Si pone un cerotto medicato e si confeziona un tutore da indossare la notte per alcuni mesi.

La mano potrà essere utilizzata dal giorno stesso della procedura di trazione. Il dolore, se presente e controllabile con un qualsiasi farmaco antidolorifico da banco, si risolverà nel giro di una settimana. Non vi sarà necessità quindi di tenere immobilizzata la mano post trattamento e potranno essere svolte tutte le attività di vita quotidiana e lavorativa con una prognosi media di 7 giorni. In caso di lavori manuali pesanti la prognosi andrà adattata.

La fisioterapia nel numero di 4 sedute inizia subito dopo la procedura e si conclude generalmente in un mese con una seduta a settimana salvo necessità diverse riscontrate in sede di visita o trattamento. In previsione della procedura, si consiglia 15 giorni prima del Trattamento di trattare la cute palmo della mano e le dite interessate dalla patologia con crema emolliente idratante (è idonea qualsiasi crema di qualsiasi marca purché ad alto potere idratante) da applicare più volte al giorno.

Questo tipo di trattamento viene svolto presso due delle nostre sedi: Ospedale San Giuseppe di Milano e IRCCS MultiMedica di Sesto San Giovanni.